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Tempi antichi
Dal 1500 al 1700
L'Ottocento
Briganti e Garibaldini
Paesani ed emigranti
ll Novecento
Dopoguerra e turismo
  LA STORIA DI S. GREGORIO MATESE
L'arciprete Pasquale Panella con Geppino Bojano
 
L'elezione di Miss Matese nell'agosto del 1956
 
Manifestazioni d'arte al Matese negli anni '50; al microfono Geppino Bojano
 
Il vecchio chalet, sede della Pro Loco di San Gregorio Matese
 
La piazza principale di S. Gregorio Matese all'epoca del boom turistico.

Dopoguerra e turismo

Come Dio vuole anche la guerra passa. E' il tempo della rinascita, il tempo di don Pasquale Panella, Vincenzino Ferritto, Raffaele Stocchetti e del Senatore don Giovannino Caso. Si apre la Villa e si costruiscono gli alberghi. Si parla di turisti e di contadini. I ciucci fanno spazio all'Ape tre marce. Nel bar di Luigino Boiano arriva il primo televisore: finalmente, tra una gassosa e "Lascia o raddoppia" ci si sente moderni.

Il vero boom turistico si ha negli anni '50, con la Pro Loco di alcuni giovani paesani rampanti, guidati dal segretario comunale Teodoro Mezzullo, che è anche consigliere dell'Ente del Turismo a Caserta e Console del Touring Club italiano. Restano memorabili le serate danzanti in Villa Ginevra, con Nino Taranto e Gloria Christian, l'elezione di Miss Matese e le Manifestazioni d'Arte con mostre di pittura e concorsi per novelle e poesie. Il Circolo Forestieri si trasferisce nel civettuolo Chalet di legno, in quella Villetta Comunale che i vecchi ancora chiamano Padule. Il paese cambia perfino nome, diventando S.Gregorio "Matese". Presto lo seguiranno anche Castello e Piedimonte.

La vecchia pensione Pensa diventa Hotel Monte Miletto, la locanda di Gigina Pignataro diventa Albergo Villa Maria, l'imprenditore Angelone costruisce nuovi alberghi. S.Gregorio conosce un turismo d'elite: la "Piccola Svizzera" la chiamano sui giornali, ed i villeggianti più assidui costruiscono villa Giulia, villa Caterino, villa Caniggia, villa Rosalba, villa Coccia. Il paese si espande: da una parte la circonvallazione, il Parco Correra dall'altra.

Ma i gruppi sociali non cambiano. Pastori e paesani, come cent'anni prima, si fronteggiano alle elezioni Comunali, ma a "padrone e sotto", nel bar degli uni o degli altri, sono tutti uguali. Ieri come oggi. Come sempre.




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