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La scheda |La storia| Dizionario dialettale |Bibliografia
Tempi antichi
Dal 1500 al 1700
L'Ottocento
Briganti e Garibaldini
Paesani ed emigranti
ll Novecento
Dopoguerra e turismo
  LA STORIA DI S. GREGORIO MATESE
Il gruppo folkloristico di San Gregorio Matese nel 1981
 
Il pittore Gioacchino Toma, confinato dai Borboni a San Gregorio
 
Villa Ginevra in una foto degli anni '20
 
L'antica via Pagliereccia, strada principale di San Gregorio Matese

L'Ottocento

I briganti cominciano ad infestare il Matese nei primi anni del 1800; fra di loro molti giovani di S.Gregorio. Un certo Mezzullo ed il famoso Francesco Stocchetti, detto Mezzavoce, che non esita ad assalire Pietraroia con la sua banda.
Il tempo scorre uguale. Nei giorni di festa le ragazze indossano l'abito buono, quel costume folkloristico recuperato negli anni '80 dalla Pro Loco. Sotto Natale i giovani cantano i "12 mesi" casa per casa, dal Ciminterio fin giù "in mezzo a Copela". A Pasqua si portano a benedire le frittate, ma la festa più sentita è il Corpus Domini, quando le coperte colorate sono esposte alle finestre mentre passa l'arciprete con l'ostensorio in mano.

Vicino al lago si fa festa per S. Michele Arcangelo, mentre i più devoti vanno a piedi a Sala di Caserta in onore di S.Donato.

S.Gregorio è un paese tranquillo: i poveri lavorano e mangiano poco, i ricchi stanno bene ed ingrossano la proprietà. La ricchezza viene dalle pecore, che d'estate stanno a Matese, mentre d'inverno scendono, in transumanza, nel Tavoliere delle Puglie, dove i ricchi sangregoriani sono titolari della "locazione" presso la Dogana delle pecore di Foggia. Ogni anno è un esodo biblico, che porta via dal paese decine e decine di uomini e ragazzi, che da ottobre a maggio si trasferiscono nelle campagne di Apricena e S.Severo. A S.Gregorio restano i contadini, i vecchi, le donne coi bambini.

Per allontanare i temporali estivi si suona Maria Soprana, la campana parrocchiale.
La famiglia Caso ha il palazzo, quello per antonomasia, tanto che il luogo d'incontro serale è proprio "n'coppa ru palazzo", com'è ancor oggi, due secoli dopo. L'altra famiglia Caso ha il suo palazzo alla Calcarella, cioè sotto l'arco di via Elci: presso di loro sarà ospite il giovane pittore Gioacchino Toma, che poi diverrà celebre, e che a S.Gregorio dipinge i ritratti dei notabili locali.

Adiacente al palazzo Caso della Calcarella i Del Giudice costruiscono Villa Ginevra, perché la famiglia si è ingrandita e non stanno più tutti nell'ampio palazzo paterno, quella grande costruzione che corre sui due lati della strada principale del paese, dalla chiesa della Congrega in poi, e che si estendeva dal Tore fin giù al Padule, alla palma presso la sorgente. In una parte del palazzo, dopo la scomparsa della famiglia Del Giudice, fu alloggiata fino agli anni '60 la Caserma dei Carabinieri.

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