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LA
STORIA DI S. GREGORIO MATESE
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| Il
gruppo folkloristico di San Gregorio Matese nel 1981 |
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| Il
pittore Gioacchino Toma, confinato dai Borboni a San Gregorio |
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| Villa
Ginevra in una foto degli anni '20 |
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| L'antica
via Pagliereccia, strada principale di San Gregorio Matese |
L'Ottocento
I
briganti cominciano ad infestare il Matese nei primi anni
del 1800; fra di loro molti giovani di S.Gregorio. Un certo
Mezzullo ed il famoso Francesco Stocchetti, detto Mezzavoce,
che non esita ad assalire Pietraroia con la sua banda.
Il tempo scorre uguale. Nei giorni di festa le ragazze indossano
l'abito buono, quel costume
folkloristico recuperato negli anni '80 dalla
Pro Loco. Sotto Natale i giovani cantano i "12 mesi"
casa per casa, dal Ciminterio fin giù "in mezzo
a Copela". A Pasqua si portano a benedire le frittate,
ma la festa più sentita è il Corpus Domini,
quando le coperte colorate sono esposte alle finestre mentre
passa l'arciprete con l'ostensorio in mano.
Vicino al lago si fa festa per S. Michele Arcangelo, mentre
i più devoti vanno a piedi a Sala di Caserta in onore
di S.Donato.
S.Gregorio è un paese tranquillo: i poveri lavorano
e mangiano poco, i ricchi stanno bene ed ingrossano la proprietà.
La ricchezza viene dalle pecore, che d'estate stanno a Matese,
mentre d'inverno scendono, in transumanza,
nel Tavoliere delle Puglie, dove i ricchi sangregoriani sono
titolari della "locazione" presso la Dogana delle
pecore di Foggia. Ogni anno è un esodo biblico, che
porta via dal paese decine e decine di uomini e ragazzi, che
da ottobre a maggio si trasferiscono nelle campagne di Apricena
e S.Severo. A S.Gregorio restano i contadini, i vecchi, le
donne coi bambini.
Per allontanare i temporali estivi si suona Maria Soprana,
la campana parrocchiale.
La famiglia Caso ha il palazzo, quello per antonomasia, tanto
che il luogo d'incontro serale è proprio "n'coppa
ru palazzo", com'è ancor oggi, due secoli dopo.
L'altra famiglia Caso ha il suo palazzo alla Calcarella, cioè
sotto l'arco di via Elci: presso di loro sarà ospite
il giovane pittore Gioacchino
Toma, che poi diverrà celebre, e che
a S.Gregorio dipinge i ritratti dei notabili locali.
Adiacente al palazzo Caso della Calcarella i Del Giudice costruiscono
Villa
Ginevra, perché la famiglia si è
ingrandita e non stanno più tutti nell'ampio palazzo
paterno, quella grande costruzione che corre sui due lati
della strada principale del paese, dalla chiesa della Congrega
in poi, e che si estendeva dal Tore fin giù al Padule,
alla palma presso la sorgente. In una parte del palazzo,
dopo la scomparsa della famiglia Del Giudice, fu alloggiata
fino agli anni '60 la Caserma dei Carabinieri.
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