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Tempi antichi
Dal 1500 al 1700
L'Ottocento
Briganti e Garibaldini
Paesani ed emigranti
ll Novecento
Dopoguerra e turismo
  LA STORIA DI S. GREGORIO MATESE
Veduta invernale del lago Matese
 
San Gregorio Matese visto dalla pianura alifana
 
La piana detta del Padule; in fondo i ruderi dell'antica chiesa benedettina
 
Resti della grangia cistercense a San Gregorio Matese

Tempi antichi

Il Miletto era coperto di neve quando le milizie romane valicarono il Matese, durante la seconda guerra sannitica. Dovette succedere qualcosa di terribile, in quell'epoca, visto che il terreno della Serra, da S.Croce fin quasi in paese è pieno di tombe militari.

Già da millenni l'uomo sfruttava le risorse naturali che offre la montagna, ma bisogna aspettare ancora qualche secolo per avere la certezza che un gruppo di persone abitava là dove ora sorge S. Gregorio Matese. Il segnale viene da una lapide cristiana che ricorda la morte di tre fratellini, avvenuta nell'estate del 553 dopo Cristo.

Per secoli e secoli la vita dura del contadino e del pastore non ha lasciato traccia, eppure la popolazione aumentava, crescendo attorno al monastero benedettino sorto vicino al Padule, nell'area dove oggi è l'edificio scolastico. Il punto di riferimento era la chiesa dedicata a S.Gregorio I Papa, che sorgeva sull'attuale belvedere, dove si tiene il mercato; la sua cripta fu per secoli il cimitero del paese, e se ne vede ancor'oggi il muro di contenimento.

Secoli dopo giunsero anche i Cistercensi, il cui insediamento era poco distante dal paese; pure quell'insediamento monastico fu per tanto tempo un centro della vita sociale nella zona. Poi tutto scomparve, e del monastero rimasero solo le Mura, tuttora esistenti, affacciate sullo strapiombo del vallone dell'Inferno.

Verso la fine del 1500 erano già esistenti alcuni dei ceppi familiari ancor'oggi presenti: De Lellis, Bojano, Fattore, Loffreda, Ferritto. La maggior parte erano pastori, contadini, conduttori d'asini, raccoglitori di esca, ma pure c'era il medico e la levatrice, il sarto ed il calzolaio; di scuole manco a parlarne, ed i figli dei ricchi studiavano al Seminario Alifano.

La terra sul Matese era del feudatario, il conte Gaetani, ed i contadini dovevano chiedere il permesso per lavorare e ricavare quel poco di cibo per superare, non sempre, i rigidi inverni.

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