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IL
SANNIO
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| Veduta
invernale del Matese |
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| Veduta
di San Gregorio Matese col suo panorama |
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| Statuetta
in bronzo di guerriero sannita |
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| Mappa
delle popolazioni sabelliche |
Il
Sannio era l'altopiano interno al centro dell'Italia meridionale,
delimitato a nord dal fiume Sangro, a sud dal fiume Ofanto,
ad est dal Tavoliere di Puglia, e ad ovest dalla Pianura Campana.
Sua caratteristica predominante sono le grigie montagne di
roccia calcarea che, pur non essendo certo invalicabili, sicuramente
ostacolavano il transito, specialmente sul confine occidentale.
Le montagne
sono la causa principale dell'isolamento materiale e culturale
che ha caratterizzato il Sannio attraverso i secoli.
Nel Sannio l'Appennino non è una catena montuosa lineare
e continua, ma piuttosto un intricato labirinto di massicci,
contrafforti e rientranze intramezzato da valli spesso senza
sbocco. A nord si ergono le pendici della Maiella, nel Sannio
meridionale spiccano i contorni del monte Taburno e, ancora
più a sud i monti Irpini. Al confine occidentale del
Sannio fa da guardia un grande bastione naturale, l'aspro
Massiccio
del Matese, l'antico Mons Tifernus, lungo più
di 40 chilometri e largo circa 25, con un lago carsico alla
sua sommità e una cima, il monte Miletto, che si innalza
oltre i 2000 metri. Il massiccio è visibile quasi fino
all'Adriatico e domina l'ampia vallata
del fiume Volturno.
Nulla si sa degli uomini che vivevano nel territorio. Le popolazioni
"osco-umbre", che includevano anche i Sanniti
( in lingua osca "SAFINIM"), si erano sviluppate
dalla fusione di non identificati "aborigeni" con
gli infiltrati "indoeuropei". Nel 600 a.C. esistevano
ormai tribù osco-umbre distinte e separate e nel 500
il popolo storicamente noto come i "sanniti"
deve essere stato chiaramente identificabile ed aver
avuto il controllo incontrastato del Sannio.
I "sanniti" facevano parte di quei popoli "italici"
che parlavano una varietà di indoeuropeo la cui esistenza
è per la prima volta accertata in Italia durante l'età
del ferro.
Oggi gli studiosi usano il termine Sabelli per designare i
popoli dell'Italia centrale che parlavano dialetti del gruppo
osco.
Dunque Sabelli è un termine generico per designare
i popoli "di tipo osco"; essi erano i Sanniti, i
Frentani, i Sidicini, i Campani, i Lucani, gli Apuli, i Bruzi
e i Mamertini. Si può dire che Sabelli
erano tutti quei popoli che parlavano l'osco vero e proprio
una lingua che foneticamente richiamava un latino arcaico
con desinenze ed allitterazioni aspre e gutturali.
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